a una cosa non mi abituerò mai: la fitta di dolore tra le costole [lo sterno, ricordati lo sterno] causata da alcuni silenzi. perché poi fanno così male, non riuscirò mai a capirlo.

the dead fish museum

My ideal life is a quiet one. I like to read, to sit still in the same chair, with the lampshade at a certain angle, alone, or with Meagan nearby, and now and then, if I’m lucky, I’ll come across a lovely phrase or fine sentiment, look up from my book, and feel the harmony of some notion, the justice of it, and know that everything is there. That’s life to me, those privately discovered moments.

Charles D’Ambrosio.

le occhiaie da mare sono le migliori.

le occhiaie da mare sono le migliori.

le mogli: quelle di cui ci si lamenta e da cui si torna sempre, alla fine.

quando cliché e grande verità coincidono. ma si fa prima a dire quando questo non accade. 

gente che esalta lo stare a roma d’estate: voi vi drogate e manco lo sapete.

step by step
(recovery)

certe birre

senza preavviso delle foto mi ricordano che – capisco che – la tua vita è lì, vissuta, (mamma mia, v i s s u t a) con altra gente, compreso il Resto, e io sono stata solo un po’ idiota a pensare che, senza vedere, tutto il Resto non fosse vero e che fossi vera io, invece. tu guarda che costruzione con gli stuzzicadenti son capace di fare. sono proprio una cima.
pensare che-
aspettare che-
sperare
«che».

mi sa che se mi giro indietro dev’essere solo per salutarti.

I had a dream you were leaving.

il cursore lampeggiò minaccioso.

il cursore lampeggiò minaccioso.

(via senorcatperson)

coraggio.

Coney Island photographed in the 1940s (x) (x) (x) (x) (x)

(via senorcatperson)

I began drinking because the thought that I was drinking gave me a kind of identity: each time I poured myself a brandy in the deserted afternoon I could say to myself ‘I am a woman who drinks.’ — from Penelope Mortimer’s The Pumpkin Eater (via words-in-lines)

bye bobby bye.

Appena vede Agapito alza gli occhi e li riabbassa subito. Christina fa così quando incrocia lo sguardo degli sconosciuti sugli autobus. Sconosciuti che vorrebbe conoscere, però.
Agapito e Christina adesso sono vicini. Sono stati troppi anni lontani, lui su un punto altissimo del mondo e lei su un punto altrettanto alto, ma dall’altra parte del mondo. Tra loro tutta la vita, conservata sul fondo di un burrone altissimo. Entrambi per attraversarlo hanno costruito un ponte fatto di tutti i dolori, gli amori, le paure e le persone che hanno conosciuto, e ci hanno camminato sopra. Inevitabilmente, camminando, a un certo punto si sono incontrati, fermandosi un attimo prima di sfiorarsi. Il sorriso di Agapito è quello sereno che hanno le persone quando prendono per mano il prossimo. E il prossimo neanche se ne accorge.

Paolo Piccirillo, La terra del sacerdote, Neri Pozza 2013